Novak Djokovic, tennista serbo 24 volte campione del Grande Slam, è tornato al centro dell'attenzione per due motivi legati tra loro: il suo percorso al China Open di Pechino e le dichiarazioni sui problemi di salute che sta affrontando in questa stagione. Il torneo cinese è un ATP 500, cioè una delle competizioni di fascia medio-alta del circuito maschile, e si gioca in questi giorni nella capitale cinese. Le sue parole hanno aperto un dibattito sulle condizioni fisiche di un atleta che ha dominato il tennis per oltre un decennio.
Il 2 ottobre 2026 Djokovic ha superato il cinese Bu Yunchaokete negli ottavi di finale con il punteggio di 4-6 7-6(2) 6-2, come riporta Reuters. Si è trattato di una rimonta, perché il serbo ha perso il primo set ed è stato costretto a recuperare nel tie-break del secondo. Con questo successo ha esteso il suo record nel torneo a 31 partite vinte e zero perse. È una striscia che dura da tutte le sue partecipazioni al China Open.
Quelle 31 vittorie consecutive a Pechino collocano Djokovic accanto a Rafael Nadal in una statistica dell'era Open, cioè il periodo del tennis professionistico iniziato nel 1968. Secondo quanto riportato da Tuttosport, sono gli unici due giocatori ad aver vinto le prime 31 partite disputate in un singolo torneo. Il dato riguarda solo il China Open per Djokovic e un altro evento per lo spagnolo, ma indica quanto quel campo gli sia storicamente favorevole. Non si tratta di un primato assoluto nel circuito, ma di un record specifico legato a un torneo.
Dopo la vittoria su Bu, Djokovic ha detto che quest'anno è stato «davvero, davvero difficile» per lui, a causa di alcuni problemi specifici che sta avendo. Ha aggiunto di cercare soluzioni diverse per presentarsi in campo in condizioni fisiche e di salute dignitose, come riporta Il Messaggero. Le sue parole sono state riprese da diverse testate italiane e internazionali, alimentando le voci sulle sue condizioni. È da queste dichiarazioni che è partita gran parte della discussione pubblica.
Djokovic ha precisato che il suo non è un problema di resistenza, cioè di fiato o di capacità di sostenere lo sforzo fisico, ma qualcos'altro legato alla salute. Ha spiegato di non voler rivelare di cosa si tratta e di stare cercando di andare a fondo della questione insieme al suo team, come riporta LiveTennis. Ha anche osservato che a volte le cose funzionano meglio e altre volte no, lasciando intendere un quadro non ancora del tutto chiaro. Non ha fornito né una diagnosi né tempi di recupero.
Reuters riferisce che Djokovic ha ricevuto un timeout medico, cioè una breve sospensione del gioco per ricevere assistenza fisica, durante l'incontro con Bu. Questo dettaglio ha contribuito a far parlare delle sue condizioni, perché si aggiunge alle dichiarazioni rilasciate a fine partita. Il timeout è uno strumento previsto dal regolamento e non implica di per sé una diagnosi. Va letto insieme alle sue parole, non come una prova autonoma di un problema specifico.
Il cinese Bu Yunchaokete, avversario di Djokovic agli ottavi, ha rilasciato un commento riportato da LiveTennis: si è detto impressionato dalla partita e ha spiegato di essere arrivato esausto mentre il serbo stava salendo di livello. La sua è una testimonianza diretta della difficoltà dell'incontro, che si è deciso solo nel terzo set. Non contiene valutazioni tecniche sulle condizioni di salute di Djokovic. Serve piuttosto a capire quanto sia stata combattuta la partita.
Nella giornata di domenica 4 ottobre 2026 Djokovic affronta Alexander Zverev nei quarti di finale del China Open, sul campo intitolato a Capital Group Diamond. Al momento delle rilevazioni delle fonti consultate la partita risulta ancora in corso, con Zverev avanti di un break nel primo set, come riportano Sky Sport, Tennis.com ed Eurosport. Si tratta quindi di un risultato provvisorio e non definitivo. Il vincitore del match troverà in semifinale Daniil Medvedev.
Alexander Zverev è il numero 1 del seeding a Pechino e il numero 2 del ranking mondiale, secondo quanto riportano Tuttosport e il Corriere dello Sport. Nel turno precedente ha eliminato il cinese Shang con un netto 6-0 6-3 in soli 55 minuti. La sua posizione in tabellone lo rende il favorito del torneo insieme agli altri giocatori di vertice. Il confronto con Djokovic è quindi uno dei più attesi della settimana.
Nei confronti diretti tra Djokovic e Zverev, il serbo conduce 9-5 secondo i dati riportati dalle fonti. L'ultimo successo di Djokovic risale al Roland Garros del 2025, il torneo del Grande Slam che si gioca sulla terra battuta di Parigi. Questo dato va letto con cautela, perché i precedenti non tengono conto dello stato di forma attuale dei due giocatori. Indicano però che storicamente il confronto è stato equilibrato, con un vantaggio del serbo.
Djokovic è numero 6 del seeding a Pechino e numero 11 del ranking mondiale con 2.980 punti, secondo le fonti consultate. È una posizione inusuale per un giocatore con il suo palmarès, ma coerente con una stagione segnata da difficoltà fisiche e da un calendario ridotto. Il ranking ATP si basa sui risultati degli ultimi 52 settimane e non riflette solo la forma del momento. Il seeding, invece, è la posizione assegnata in tabellone in base alla classifica.
Nella Race to Turin, la classifica che nell'arco dell'anno solare determina chi accede alle Nitto ATP Finals, Djokovic è al momento undicesimo. Ha 640 punti di svantaggio dall'ottavo posto, occupato da Daniil Medvedev, secondo Tuttosport. Le ATP Finals riuniscono a fine stagione i migliori otto giocatori del ranking annuale e si disputano a Torino. È una competizione diversa dal ranking mondiale, perché conta solo i punti conquistati nell'anno in corso.
Djokovic ha dichiarato: «Mi piacerebbe giocare a Torino se riuscirò a qualificarmi», come riporta Tuttosport. La frase collega le sue ambizioni di fine stagione alle condizioni di salute di cui ha parlato. Non c'è alcuna garanzia di qualificazione, perché dipende dai risultati suoi e degli avversari diretti. Il distacco di 640 punti dall'ottavo posto rende l'obiettivo difficile ma non impossibile, considerando i punti in palio nei tornei che restano.
Sulla partecipazione al Masters 1000 di Shanghai, Djokovic non ha ancora deciso: ha spiegato che deve vedere come si sentirà a Pechino e poi valuterà, secondo quanto riporta LiveTennis. Shanghai è un torneo di categoria Masters 1000, il livello immediatamente sotto i quattro Slam nel circuito maschile. La sua eventuale assenza avrebbe conseguenze sia sulla Race to Turin sia sul calendario di fine anno. Al momento non c'è una decisione ufficiale.
Djokovic ha in programma la partecipazione a Parigi-Bercy, altro torneo Masters 1000 che si gioca in autunno, secondo Tuttosport. È una tappa tradizionale della parte finale della stagione e precede di poco le ATP Finals. La sua presenza conferma l'intenzione di giocare ancora nei tornei di alto livello, nonostante le difficoltà dichiarate. Il programma resta comunque soggetto alle sue condizioni fisiche.
Le dichiarazioni di Djokovic hanno avuto risonanza perché riguardano un atleta che ha costruito la sua carriera anche sulla longevità e sulla cura del fisico. Quando parla di problemi di salute senza specificarli, si crea inevitabilmente uno spazio per ipotesi e congetture. Le testate hanno riportato le sue frasi in modo ampio, senza aggiungere dettagli medici che lui stesso non ha fornito. È importante distinguere le sue parole dai commenti che ne sono derivati.
Ha detto di stare «semplicemente cercando di trovare soluzioni diverse» che gli permettano almeno di presentarsi in campo in condizioni fisiche e di salute dignitose, come riporta Il Messaggero. Ha aggiunto di voler andare a fondo della questione con il suo team. Il tono è quello di chi sta affrontando un problema ancora aperto, non di chi ha già una risposta. Non ha indicato né cause né terapie.
Non è noto di quale problema di salute si tratti, perché Djokovic ha scelto esplicitamente di non rivelarlo. Non sono note nemmeno le tempistiche di recupero o l'impatto sulle prossime settimane. Il timeout medico durante la partita con Bu è un fatto, ma non basta a formulare ipotesi cliniche. Su questi aspetti le fonti si limitano a riportare le sue dichiarazioni.
La stagione 2026 di Djokovic è stata definita da lui stesso «davvero, davvero difficile». Questo contesto aiuta a leggere sia i risultati sia le scelte di calendario, compreso il dubbio su Shanghai. Un giocatore che riduce i tornei tende a perdere punti nella Race e a scendere nel ranking annuale. Non è però possibile stabilire dai soli dati disponibili quanto le difficoltà fisiche abbiano inciso sui singoli risultati.
Il punteggio finale di Zverev-Djokovic non risultava ancora disponibile nelle fonti consultate al momento della rilevazione. Il match era in corso, con Zverev avanti di un break nel primo set. Per conoscere il risultato definitivo e il nome dell'avversario di Medvedev in semifinale occorre attendere gli aggiornamenti ufficiali del torneo. Le informazioni disponibili vanno quindi considerate provvisorie su questo punto.